VEGETARIANESIMO E VEGANESIMO: IL CIBO PER RISINTONIZZARSI CON LA PROPRIA ANIMA.

Quando mangi, chi stai nutrendo?

Non ci si ferma quasi mai a pensare cosa realmente stia nutrendo il pasto che si consuma, forse perché, come tutte le cose innate, l’atto di cibarsi esattamente come il respiro, accompagnandoci dal primo vagito, risulta essere talmente scontato da non meritare una riflessione a riguardo.

Eppure di scontato non c’è niente nell’alimentarsi, visto che oramai l’epigenetica, scienza che studia le interazioni tra geni ed ambiente, ha ampiamente dimostrato quanto tutto quello che viene introdotto e processato dal corpo, sia in grado di influenzare la componente variabile del Dna umano, creando una risposta cellulare ed organica, che in parte risentirà anche dello stile di vita che si conduce (cibo, uso e abuso di farmaci, fumo, alcool, stress, attività fisica).

Cibo che influenza i geni e la fisiologia umana; questo è il livello di consapevolezza al quale siano giunti, ma non è abbastanza, perché la complessità dell’uomo va oltre il piano fisico della materia, estendendosi al corpo emozionale, mentale e spirituale, tale da richiedere una revisione circa le considerazioni relative alla nutrizione anche di questi distretti sottili.

Il corpo mentale ha bisogno di input informativi per nutrirsi di conoscenza e nuove riflessioni.

Il corpo emozionale necessita dell’elaborazione delle esperienze vissute, nutrendosi di consapevolezza.

Il corpo spirituale, sede dell’anima ha bisogno dell’elaborazione di tutti e tre gli altri sistemi, ha fame e sete di tutto quello che l’esperienza terrena può donarle, ma soprattutto ha bisogno di una cosa, essere ascoltata.

Tutti abbiamo un’anima, ma pochi hanno un “orecchio” addestrato per ascoltarla o per lo meno, è molto facile, andando avanti con l’età, che l’esperienza terrena porti l’adulto a concentrarsi maggiormente sull’ascolto del raziocinio mentale come soluzione ai problemi della vita, piuttosto che l’intuizione, l’ascolto di sensazioni o altri sottili messaggi energetici che tutti i giorni riceviamo, il più delle volte senza accorgercene.

Proseguendo nel cammino della vita, si perde il sentire, è facile che si affievolisca questo tipo di comunicazione raffinata, fondamentale in realtà per portare a termine la massima esperienza che ci viene richiesta, ovvero riportare il divino nella materia, l’anima nell’esperienza quotidiana, alleggerendola dai pesi terreni che la circondano.

Ecco l’interessante anello di congiunzione tra vegetarianesimo/veganesimo ed ascolto profondo: non sarà un caso che molte discipline spirituali caldeggino questo tipo di alimentazione come l’ideale per facilitare il ricongiungimento e la sintonia con la propria parte più profonda e sottile (l’anima) rispetto alla nutrizione effettuata con carne o pesce, animali che presentano un loro vissuto esperienziale più o meno doloroso, un karma, e un’anima, certo meno evoluta e complessa rispetto a quella che alberga nell’uomo, ma pur sempre esistente.

Così riappropriandoci del concetto epigenetico esposto sopra, non si può far a meno di considerare quanto le informazioni di vita dell’animale stesso, siano impresse nel suo Dna cellulare, nella sua carne, e che le stesse in qualche modo verranno processate dall’uomo che se ne ciberà, aggiungendo informazioni al proprio Dna umano; sicuramente tanti files in più da elaborare rispetto al già complesso sistema umano. Un intricato numero di informazioni, karmiche ed esperienziali, che rischiano di rendere ancora più complicato quell’ascolto interiore che si ricerca.

Così scelte vegane e vegetariane, possono essere rilette e riconsiderate anche nell’ottica di chi volendo aspirare al completamento di sé stesso con una conoscenza profonda del proprio piano spirituale, apprezzerà il beneficio di un’alimentazione che epigeneticamente parlando risulterà “meno disturbante” rispetto a quella onnivora, favorendo lavori di centratura meditativa, yogica o energetica/spirituale, dove l’atto ultimo sarà il riconoscimento del proprio essere, la mission e la piena consapevolezza di questo passaggio di vita terrena.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.