È ormai noto a tutti, come la qualità del cibo che mettiamo in tavola sia strettamente influenzata dalle condizioni colturali o di allevamento della materia prima stessa.
Così un vegetariano consapevole non può esimersi dal conoscere quelle informazioni basilari sulla qualità dei derivati animali che consuma, soprattutto nel rispetto di quell’etica che vede in questa scelta alimentare un progresso evolutivo del genere umano.
Parlando quindi di uova, inevitabilmente il discorso conduce ai tipi di allevamenti permessi per la loro produzione, tanto che dal 2004 esiste per questo un codice di tracciabilità, stampato sull’uovo, in cui è possibile risalire al tipo di vita che ha condotto la gallina, e di conseguenza alla qualità della materia prima che stiamo mangiando.

Importantissimo è il primo numero, che indica il tipo di allevamento nel quale la gallina ha vissuto la sua vita.
Nel dossier sugli allevamenti delle galline ovaiole, pubblicato on line dalla Lega Antivivezione LAV, viene descritto nei dettagli la diversificazione di vari allevamenti:
ALLEVAMENTO BIOLOGICO – IDENTIFICATO CON IL CODICE “0”
Le galline possono razzolare liberamente all’interno e all’esterno di capannoni, su un terreno
ricoperto da vegetazione e coltivato con metodo biologico. Le galline sono alimentate con cibi
biologici, integrati al massimo con un 20% di mangimi convenzionali.

ALLEVAMENTO ALL’APERTO – IDENTIFICATO CON IL CODICE “1”
Le galline possono razzolare all’aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno protetto
dal contatto con altri animali. Le uova in questo tipo di allevamento possono essere deposte sul
terreno o nei nidi. La densità all’esterno di questo allevamento sono di 1 gallina ogni 4 m2.

ALLEVAMENTO A TERRA – IDENTIFICATO CON IL CODICE “2”
Le galline vengono allevate in capannoni all’interno dei quali possono muoversi liberamente ma
non hanno accesso all’esterno. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi. La densità di questo
allevamento è di 4 galline per 1 m2.
ALLEVAMENTO IN GABBIA – IDENTIFICATO CON IL CODICE “3”
Le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file da 4 a 6, all’interno di capannoni chiusi, con
ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16 – 18 galline per metro
quadrato. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie.

Sempre dalla fonte del dossier LAV, trovo interessante riportare le condizioni di vita degli animali costretti agli allevamenti in batteria:
L’allevamento in batteria delle galline ovaiole è un sistema industriale ed intensivo nel quale le galline vivono la loro breve vita (circa un anno) confinate in una piccola gabbia di rete metallica insieme a molte altre galline. L’attuale Direttiva Europea consente l’allevamento in queste gabbie riservando a ciascuna gallina lo spazio di 550 cm2 – meno di un foglio di carta A4.Queste condizioni provocano agli animali enormi sofferenze fisiche e psicologiche. In questi allevamenti le gabbie in cui sono rinchiuse le galline possono essere impilate in altezza fino a 4 file, all’interno di capannoni di grandissime dimensioni, nei quali è necessaria la ventilazione forzata, dato l’altissimo livello di ammoniaca prodotto dalle deiezioni degli animali. Nelle gabbie di batteria gli animali sono inoltre esposti alla luce artificiale per molte ore, al fine alterare il loro naturale ciclo giorno-notte, evitando la riduzione del bioritmo dell’animale, con un conseguente aumento della produzione da parte degli stessi. Il pavimento in rete metallica della gabbia provoca gravi lesioni e deformazioni ai piedi e alle unghie degli animali. In natura le unghie delle galline si consumano durante la ricerca di cibo, nelle gabbie di batteria ciò non avviene e le unghie crescono a dismisura fino a ritorcersi e spezzarsi con gravi conseguenze sanitarie per gli animali. Fragilità delle ossa, con conseguenti fratture costanti e diffuse forme di osteoporosi, sono situazioni innate in queste innaturali ed insostenibili condizioni di allevamento cui ogni anno milioni di galline sono sottoposte.
Quando vai a fare la spesa dai una sbirciatina dentro la scatola delle uova, appena trovi il numero zero mettilo nel carrello, avrai fatto felice non solo un po’ di galline, ma aiuterai anche quelle aziende che si impegnano a rispettare la vera natura degli animali.

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